1955 – Entra a far parte della redazione di Cinzia, periodico di letteratura ed arte, sulle cui pagine inizia una fitta attività di critico letterario e d’arte

1959 – Entra nel gruppo di Quartiere, che ha un ruolo di rinnovamento dialettico nella cultura cittadina e si distingue anche nel panorama nazionale. Rimarrà nella redazione di Quartiere fino al 1968, anno di chiusura dell’esperienza di gruppo.

1960 – Esce la sua prima plaquette di poesia, Città e relazione, per le edizioni Leonardi di Bologna nella collana Presenze, diretta da Giuseppe Zagarrìo.

1961 – Partecipa alla galleria L’Indiano diretta da Piero Santi, alla mostra Autografi di scrittori illustrati da pittori a cui aderiscono tutti i maggiori poeti ed artisti fiorentini. Siamo in una stagione di ricerche interdisciplinari che si svilupperà nei fermenti degli anni ’60.
Sul n° 5-6 di Cynthia, (redatta da Omero Cambi, Renzo Frattarolo, Renzo Laurano e Bonaventura Tecchi) esce un lungo poemetto, Paese, che non sarà poi raccolto in volume.

1962 – Esce la seconda plaquette di poesia, L’età forte, nei quaderni di Quartiere.
Nello stesso anno esce il numero 2-3 de La soffitta (diretta da Mario Gori ed Ugo Reale) esce La linea fiorentina, un’antologia molto selettiva in cui è presente con un poemetto, Gli schiavi belli, poi non raccolto in volume.
Ancora nello stesso anno, appaiono i saggi Poesia, tradizione e consumo (Quartiere n° 12) e Poesia tra fondazione e diffusione (Quartiere n° 13) poi non raccolti in volume.
Esce, sul numero uno ed unico di Il malinteso, diretto da Claudio Popovich, il saggio La pittura a Firenze, 1955-1962.

1963 – Organizza, per la storica galleria Il Fiore di Corrado Del Conte, la mostra interdisciplinare Area letteraria nella figurazione con opere di poeti-pittori (da Gatto a Fortini, etc.) ponendo una tematica di confronto con la nascente neo-avanguardia.
Sul n° 15-16 di Quartiere compare il poemetto inedito Stagioni, poi non raccolto in volume.
Sul n° 17-18 della stessa rivista un pamphlet sulla neoavanguardia insieme ad alcuni epigrammi che avranno larga circolazione.
Vince il premio Alpi Apuane per il sonetto attribuitogli da una giuria composta da Pea, Maccari, Longhi, Bassani ed altri.

1964 – Esce la sua terza plaquette di poesia, La macchina da oro, nei Quaderni di Quartiere.
Appaiono su Quartiere (nn° 19-20 / 21-22) tre saggi. Due di questi (La crisi delle forme e Modificazione e libertà stilistica) rappresenteranno l’ossatura di un volume che sarà pubblicato nel 1966.
Sul n° 20-21 di Quartiere appaiono alcuni epigrammi.
Un suo testo, Rondini, è incluso nell’antologia scolastica Tempo nostro, curata da Mario Visani e Riccardo Marchese, Cremonese editore.
Una sua significativa poesia, poi non raccolta in volume, appare sul n° 8 della Scena illustrata.
Vince il premio Lentini per il sonetto attribuitogli da una giuria presieduta da Giacomo De Benedetti.

1965 – E’ incluso nel numero monografico di Letteratura (n°78) dal titolo Poeti nuovi 1945-1965. Viene inserito da Giuseppe Zagarrìo nel numero antologico di Quartiere (n° 23 -24) che comprende i poeti di Quartiere, con la prima stesura del Paese reale. Nel 1966 il numero sarà trasformato in un volumetto dal titolo Struttura e impegno: la poesia, ancora per le edizioni di Quartiere. Sul n° 25 -26 della stessa rivista appare il suo saggio La prassi linguistica. Appare, per la prima volta, in traduzione slava di Giacomo Scotti, su Mogucnosti (marzo, n°3), insieme a Francesco Leonetti, Maria Luisa Spaziani, Luciano Luisi, Paolo Volponi ed altri.

1966 – Esce, su Quartiere n° 27-28, il poemetto di fantapoesia H 5000 collegato ad un progetto di fantaletteratura elaborato insieme a Inisero Cremaschi, Gilda Musa e Gianni Toti.
E’ incluso nell’antologia Poeti a Cervia, Bino Rebellato editore, Padova, insieme a Margherita Guidacci, Gianni Toti, Francesco Tentori, Marcello Landi ed altri.
Inizia, su Magisterium, rivista quindicinale di problemi dell’educazione e della scuola, a cui collaborano Francesco De Bartolomeis, Mario Benvenuti ed altri pedagogisti, la pubblicazione di una serie di saggi su Eugenio Montale. Il primo compare sul n° 5, maggio 1966. Nel volume Poesia a Firenze cura il capitolo biobibliografico dei vincitore del Premio Firenze.
E’ uno dei promotori della vita politico-culturale spontanea della città e fonda l’esperienza di scuola alternativa dei Doposcuola di Quartiere.

1967 – Esce L’area fiorentina nella quarta generazione per le edizioni di Quartiere, panorama teorico-critico della poesia a Firenze nel secondo dopoguerra.
Con una prima stesura del poemetto Il paese reale vince a Lanciano il Primo incontro nazionale tra la critica e la poesia presieduto da Giuliano Manacorda. I testi appariranno nel 1968 sul n° 15-17 di Uomini e idee.
Sul n° 29-30 di Quartiere esce un ampio saggio su Eugenio Montale: Montale e la coscienza di avanguardia. Saggio che offre un’analisi ricompositiva fra strutturre chiuse ed aperte del linguaggio poetico.
Sul n° 31-32 di Quartiere escono due interventi: Il gioco della poesia: Palazzeschi (che continua il discorso possibilista sul pluralismo delle avanguardie storiche) e Per una rilettura di Marx ed Hengels con apertura del rapporto fra arte e politica.
Gli articoli ed i saggi apparsi su Quartiere a partire dal 1963 in poi, sono spesso oggetto di commento e di registrazione nelle rubriche radiofoniche dell’Approdo, sui quotidiani fiorentini, sulle riviste di letteratura e trovano eco su rotocalchi, come l’Espresso, su L’almanacco letterario Bompiani, in un contesto di fermenti socio-letterari.

1968 – Fonda il concorso letterario Mugello-Resistenza coinvolgendo nella giuria Gatto, Betocchi, Bigongiari, Manacorda. Il premio metterà in evidenza poeti giovani come Bettarini, Ricchi, Favati ed altri.
Sul n° 34 di Quartiere appare un saggio, Le forme della moda, sul lavoro creativo dei redattori di Quartiere ed una serie di epigrammi satirici. Appare con poesie nell’antologia Poeti a Cervia, presentata da Andrea Zanzotto, insieme a Ramat, Ruffato, Zavanone, Bettarini ed altri.
A L’Aquila vince il primo premio ex-aequo Dieci poeti da salvare insieme a Addamo, Sablone, Bettarini ed altri.

1969 – Fonda il periodico ciclostilato alternativo Collettivo R che redigerà fino alla conclusione della prima serie nel 1991 curando una serie di Quaderni di poesia in cui apparvero, fra gli altri, Josè Agustin Goytisolo, Ida Vallerugo, Silvano Guarducci, Bruno Francisci e Mario Materassi.
Condivisero il progetto esoeditoriale di Collettivo R Luca Rosi, Ubaldo Bardi e Silvano Guarducci.
Appare con alcune poesie nella Prima biennale della poesia italiana delle edizioni I Centauri. Per le stesse edizioni cura gli Atti del convegno del premio Mugello-Resistenza insieme ad Ubaldo Bardi.
E’ incluso nell’antologia scolastica Tavola rotonda di G.Zagarrio e T. Di Salvo (La Nuova Italia).
Esce su Dimensioni n° 4-5, Pescara, il poemetto, ? Ovvero uomini.

1970 – Esce il volume di poesia Il paese reale nei Quaderni di Collettivo R. Il poemetto riceve consensi a livello nazionale e consegue due premi: il Gatti di Bologna (insieme a Dario Bellezza) e l’Alte-Ceccato di Vicenza. A Padova vince il premio La spiga d’oro.
E’ incluso nell’antologia scolastica La cultura delle regioni di G. Zagarrio e T. Di Salvo, editrice La Nuova Italia.
Pubblica, sul n°1 di Cenobio, Lugano, il saggio La nuova area fiorentina. che appare anche in plaquette per la stessa editrice.
Sul n° 17 di Prospetti del gennaio/marzo appaiono due poesie del Paese reale in versione rimaneggiata nel volume omonimo.
Pubblica su Il Ponte, numero di novembre, l’articolo sul tema Arte come fare?

1971 – Introduce in catalogo, insieme a Barberi Squarotti, Leonetti, Sarenco e Spatola, la Rassegna internazionale dell’esoeditoria tenuta presso la Facoltà di sociologia di Trento.
Pier Paolo Pasolini, sul n° 21 di Nuovi Argomenti (gennaio-marzo 1971) gli dedica l’editoriale Cos’è un vuoto letterario aprendo un dibattito sulla consistenza della poesia degli anni’ 60.
Esce su Le arti n° 3/4 – marzo/aprile – un dizionario delle Riviste internazionali di sperimentazione con una sua scheda su Collettivo R.
Esce il ciclostilato La fantasia della rivoluzione che contiene i saggi apparsi fino ad allora su Collettivo R.
Cura per La regione n° 22-24 (rivista bimestrale della Provincia di Firenze) una Rassegna delle riviste culturali in Toscana.
Cura il catalogo di poesia e grafica Iran, oggi per una mostra a cui partecipano, fra gli altri, i pittori Luca Alinari, Fernando Farulli, Piero Tredici ed i poeti Gianni Toti, Mariella Bettarini ed il curatore medesimo.
Inizia a collaborare, con i suoi scritti satirici e i suoi epigrammi al periodico di humor grafic Ca Balà di cui poi diverrà direttore responsabIle.
Sul n° 1 di Impegno 70, periodico di cultura diretto da Rolando Certa che esce a Mazara del Vallo, appare Il prigioniero, azione teatrale in due parti, sul n° 2-3 della stessa rivista uno scritto su La funzione dell’intellettuale.

1972 – In questo anno il dibattito sull’esoeditoria assume una rilevanza nazionale. Sui numeri 2-7-8 e 9 di Utopìa, il mensile delle edizioni Dedalo, diretto da Mario Spinella, appaiono ampi interventi sull’alternativa editoriale di poesia ed humor grafic.
Su Realismo, nuova serie n°16, appare un articolo su la satira politica, con interventi di Dario Fo, del gruppo di Ca Balà e di altri.
Su Il Ponte, n° 3, Giuseppe Zagarrio continua la sua panoramica Poesia settanta e sistema iniziata negli anni ‘60 con un discorso sistematico sull’esoeditoria.
Interviene, sul n° 9-10 di Le arti, al dibattito Cinque domande sulla poesia.
E’ incluso nell’antologia Poeti toscani del Novecento curata da Agata Italia Cecchini per l’Editalia di Roma.
Traduce insieme a Ubaldo Bardi e pubblica nei quaderni di Collettivo R, Pierre le maquis di José Agustin Goytisolo.
Presenta il libro catalogo di umorismo grafico La pulce nell’orecchio per la Mostra nazionale tenuta al circolo Buonarroti.

1973 – Esce, nelle edizioni Vallecchi, La barriera, una raccolta di canti popolari toscani del mondo contadino che inaugura un lungo periodo di ricerche e pubblicazioni sulla cultura popolare.
Interviene in un ciclo televisivo condotto da Corrado Marsan sul tema della poesia popolare.
Come grafico (attività marginale coltivata da sempre) appare nell’antologia storica di grafica satirica Concordato e così sia di Luigi Rodelli per Sapere edizioni di Milano. Una sua striscia è riprodotta anche sul quotidiano Il paese sera.
Inizia a collaborare con L’Unità, sulla pagina nazionale di letteratura, con articoli su Laurenzi, Maraini,Vittorini, Compagnone, Campanile, Penna, De Micheli, Tomizza, Cassola, Cancogni, Patti, Malerba, Soldati, Ledda, Turoldo, Viganò, Bonaviri, Arpino, Festa Campanile e numerosi altri. Cesserà la sua collaborazione a L’Unità alla fine del 1977.
E’ incluso nell’antologia Antigruppo 73 curata dall’Antigruppo siciliano.
Sul n° 3-4 di Galleria appaiono due sue poesie poi non raccolte in volume.

1974 – Appare nel volume Omaggio a Scotellaro, curato da Leonardo Mancino per le edizioni Lacaita di Manduria, un suo primo intervento sul sindaco-scrittore di Tricarico. Rocco Scotellaro ed i poeti dell’area lucana rimarranno oggetto dei suoi studi e delle sue pubblicazioni.
La Compagnia del Gallo nero, sotto la regia di Paolo Lucchesini, mette in scena uno spettacolo di canti popolari, La barriera, in varie città della Toscana, traendolo dal libro omonimo edito da Vallecchi.
È fra i vincitori del premio Lanciano-Resistenza nella cui giuria figurano Alfonso Gatto, Giuliano Manacorda e Walter Pedullà.
È incluso nell’Almanacco internazionale dei poeti 1974, La Pergola, Milano; un’antologia curata da Guido Ballo che comprende Alberti, Ferlinghetti, Guillen, Paz, Risi, Zanzotto ed altri.

1975 – Su Impegno 70 n°12-18 Rolando Certa introduce tre poesie di cui una, Oltre il paese, non viene poi raccolta nel volume La nostra parte.
Su Il Ponte n° 4 esce una testimonianza per il pittore Bruno Bècchi in parallelo ad una di Alfonso Gatto.
Su Il Ponte n° 6 esce un saggio critico sul pittore Antony De Witt: Il tempo dissecreto di Antony De Witt. È incluso nell’antologia dell’antigruppo siciliano Antigruppo ’75. Continua ad andare in scena lo spettacolo di canti popolari La barriera che riscuote notevoli consensi di critica e di pubblico.
Interviene su L’Unità del 16/9/1975 nel dibattito sulla musica popolare in Italia con l’articolo Il folklore di riporto.
Sul n° 3-4 de La regione esce il saggio Premesse, culturali, ideologia e lotte della Resistenza in Toscana.
L’amico Gavino Ledda pubblica Padre padrone immediatamente recensito su L’Unità del 17/7/1975. L’intervento critico sarà seguito da altri saggi e partecipazioni a dibattiti.
Esce Aborti si nasce, abortisti si diventa, un’antologia di humor grafic con numerosi epigrammi satirici dell’autore. La pubblicazione è curata da Mauro Mellini per l’editrice Centro di Documentazione di Pistoia.

1976 – Il suo impegno nel mondo della scuola viene evidenziato dalla stesura e dal coordinamento di un sussidiario per la scuola dell’obbligo, Scuolainsieme, edito dall’Edipem – Istituto Geografico De Agostini. Il sussidiario raggiunge, per alcuni anni, un alto numero di adozioni.
Esce un numero monografico di quinta generazione (n° 11-12) sulle riviste di poesia in cui è inclusa una sua relazione, I nostri anni, per Collettivo R.
Interviene con un saggio sul numero di Salvo imprevisti (n° 7) dedicato a Pasolini, insieme a Maraini, Scalia, Toti, etc.
Esce su Città & Regione il saggio Palazzeschi: la decodificazione del reale.
A Torino, per Book store, esce un libro di humor grafic, Chi gioca alla crisi, con un suo scritto, Il povero industriale.

1977 – Esce la plaquette di poesia La nostra parte per le edizioni di Collettivo R con cui ottiene il premio Ragusa-anni ‘70 (la giuria è composta da Giuliano Manacorda, Ruggero Jacobbi, Ugo Fasolo ed altri).
E’ incluso nella Letteratura italiana contemporanea di Giuliano Manacorda (Editori Riuniti) .
Sulle pagine di Paese sera apre un dibattito con Dario Bellezza su Padre padrone di Gavino Ledda. Gli interventi appaiono il 5 settembre 1977 ed il 19 settembre e vengono ripubblicati nel quaderno Incontro con Padre Padrone a cura dell’Amministrazione comunale di Pisa (curatori F. Micieli, A. Sainati e P. Turini) nel 1978. Esce il saggio Dall’autogestione al ciclostile, Edizioni Impegno 70 che tratta dei poeti degli anni Settanta.
Pubblica su Città & Regione, Verifica della narrativa nella crisi degli Anni Settanta.
Appare nell’antologia per la scuola media Laboratorio di T. Di Salvo e G.Zagarrio per le edizioni Sansoni.
Introduce il numero di Ca Balà su Hermano Lobo, accolto con grande attenzione dalla critica.
Esce, per le edizioni Ottaviano, Il crudele e il politico, antologia di Ca Balà, con molti suoi epigrammi (non firmati).

1978 – Pubblica il secondo libro di canti popolari, La veglia lunga, per le edizioni Vallecchi. Dopo un ampio saggio introduttivo sono raccolti i canti di protesta del Ventennio.
Stefano Lanuzza, in L’apprendista sciamano, poesia italiana degli Anni Settanta, Casa editrice D’Anna, Messina-Firenze, mette in evidenza il contributo dell’autore al movimento del ciclostile.
Cura, per Luciano Manuoli editore, Le canne amiche del mare, un libro dove Gavino Ledda e Sirio Midollini si incontrano, parola più immagine, trattando della Sardegna.
Il libro contiene il saggio su Gavino Ledda: Mito e realtà nella storia di un pastore.
Organizza, al Gabinetto Vieusseux, un dibattito sull’opera di Gavino Ledda a cui intervengono Giorgio Luti, Gino Gerola e lo scrittore sardo insieme a una mostra sulla Sardegna di Sirio Midollini..
Esce su Il Ponte n°2 un articolo su Fernando Farulli, dal titolo La costante di Fernando Farulli.
Esce, nella collana Ca Balà, Dieci anni di invecchiamento, 1968-1978, con una sua nota introduttiva e una parodia che accompagnano le pagine di humor grafic. Viene tradotto in Grecia, su Dodekati ora n°26; insieme a Neruda, Barberi Squarotti ed altri.
È co-fondatore insieme a Mario Micozzi, Carlo Bo, Giorgio Barberi Squarotti, Giuliano Manacorda e Walter Mauro di Punto d’incontro su cui pubblica il saggio Attualità di Cardarelli.
Esce Inchiesta sulla poesia, Bastogi editore, Foggia,in cui Alberto Frattini tratta della poesia a Firenze e della sua opera.

1979 – Esce il libro per le scuole I Toscani, casa editrice Il Portolano, che offre una panoramica storico-geografico-culturale della Toscana.
Esce il libro-catalogo La falce e la parola, edizioni La città, che comprende saggi, testi creativi, immagini e didascalie di oggetti del mondo contadino.
Presenta il catalogo di gouaches e disegni di Piero Tredici su La crocifissione. Inizia a curare, per l’editrice Cultura di Firenze, la collana di poesia Nuovi caratteri in cui appariranno poeti nuovi ed opere significative come l’antologia dei poeti cubani di Josè Agustìn Goytisolo di cui è, insieme ad Ubaldo Bardi, traduttore.
Esce, su Collettivo R n° 16-19 il poemetto In due tempi, apparso poi, con varianti, nel Delta degli anni.
Pubblica, per la Edipem, il sillabario Prima base che ottiene un successo di adozioni. Vi inserisce una serie di sue filastrocche per bambini.
Pubblica su Punto d’incontro n° 3-4, Due maestri dell’arte visiva: Chagall e Cartier Bresson; sul n° 4-5 La scuola fiorentina: Midollini, Tredici, Ciabani e Arcuri.

1980 – Entra a far parte del direttivo del gruppo editoriale Messapo insieme a Antonio Barbuto, Roberto Gagno, Marco Marchi, Francesco Paolo Memmo, Achille Serrao ed altri.
È incluso nel catatogo della mostra Tangenze, proposta di incontro poesia/grafica, Quaderni di Barbablù, n°3, insieme a Caproni, Luzi, Masini, etc.
La mostra viene tenuta a Siena nelle Logge della Mercanzia. Partecipa, a Siena, al Convegno sul tema La poesia negli Anni Settanta, insieme a Franco Fortini, Giorgio Barberi Squarotti, Francesco Paolo Memmo. Interventi di Cimatti, Magrelli, Scalise ed altri.
L’intervento è pubblicato negli atti La poesia italiana negli Anni Settanta, editi dall’Amministrazione provinciale di Siena a cura di Carlo Fini.
Esce su Collettivo R n° 20-21 l’articolo Cultura e periferia con cui l’autore interviene nella metamorfosi culturale degli Anni Ottanta.
Esce presso La Nuova Italia il volume I bambini e la grafica contenente un suo saggio su esperienze calcografiche e serigrafiche nella scuola primaria del Comune di Firenze condotte col laboratorio di arti visive dell’Accademia di Belle Arti di Firenze diretto da Fernando Farulli.
Appare su Punto d’incontro n° 7 Identificazione di morte e vita in Ugo Capocchini.
Pubblica su Collettivo R n° 22-23 Malus commmunis (poesie satiriche).

1981 – Pubblica il libro di poesia Il delta degli anni per le edizioni Collettivo R. Il libro conclude la trilogia composta da Il paese reale, La nostra parte e quest’ultimo poemetto. La critica gli destina una notevole attenzione.
È inserito nell’antologia Poesia italiana di oggi, curata da Mario Lunetta per la Newton Compton.
Pubblica sul n° 6 di Città & Regione l’ampio saggio su Canto popolare e/o poesia già presentato a Pietrasanta nella cornice del premio Carducci.
Interviene su Quasi n° 1 al dibattito curato da Stefano Lanuzza De-anthologia sulla moda delle antologie.
Pubblica su Collettivo R n° 24-25 l’intervento La poesia dalla lingua ai linguaggi. Su Punto d’incontro n° 8 appare l’articolo Panorama di Poesie edite e sul n° 9 l’intervento sull’organizzazione delle mostre di pittura a Firenze Il mostrismo ed i mostri surreali.
Appare su Barbablù n° 5 rassegna di originali, una sua opera serigrafica insieme a pagine di Giorgio Celli, Valerio Magrelli, Piero Santi ed altri.
Cura, insieme a Lucia Marcucci, il volume La poesia in Toscana dagli Anni Quaranta agli Anni Settanta per la: casa editrice D’Anna. Convegno organizzato dal SNS con interventi dei maggiori studiosi del Novecento.

1982 – Pubblica su Città & Regione n° 1 l’ampio saggio La poesia italiana all’inizio degli Anni Ottanta: il 1981; sul n° 2 dello stesso periodico Appunti sulla poesia dialettale italiana: Il 1981.
Cura l’antologia L’utopia consumata di Collettivo R.
È incluso nell’antologia La poesia in mostra, quarantacinque autoritratti ad alta voce, Le lettere, Firenze, pubblicata in occasione della manifestazioni e della mostra mercato di libri di poesia tenute in Piazza Signoria.
Pubblica su Punto d’incontro n° 10-11 Lo spazio mediterraneo e la materia solare nell’ arte di Bruno Saetti.
Interviene sul numero monografico di Salvo imprevisti, n° 25-26, I bambini, la poesia, insieme a Mario Lodi, Daniele Giancane ed altri.
Interviene in Dossier n° 2, Pescopaganico, su Il lavoro poetico.
Pubblica l’antologia Dopo Scotellaro, Due arti, Firenze.

1983 – È incluso nella storia letteraria Antologia della letteratura italiana dal dopoguerra a oggi, curata da da F. De Nicola e R. Pellecchia per le edizioni Mambro di Latina e nell’antologia Le rovine il senso, insieme ad alcuni fra i maggiori poeti attuali, a cura di Sangiuliano nelle edizioni Florida.
Organizza una mostra Parola per immagine e ne cura l’omonimo catalogo edito da Collettivo R in cui compaiono, fra gli altri, i pittori Fernando Farulli, Romano Lucacchini, Walter Falconi ed i poeti Josè Agustin Goytisolo, Pablo Neruda e Ferruccio Brugnaro.
Pubblica tre articoli su Punto d’incontro. Sul n° 12-13 Sicilia: poesia ed editoria meridionali, sul n° 14 Ricomposizioni di Stefano Turrini e sul n° 17-18 La pittura di Rita Vitali Rosati insieme ad un intervento di Filiberto Menna.
Pubblica due saggi su Città & Regione: sul n° 1 La poesia italiana nel 1982, sul n° 4 Poesia dialettale e lingua di cuItura: il 1982.
Fonda, insieme a Massimo Mori ed altri operatori, il circuito nazionale di riviste e gruppi di poesia Ottovolante che rappresenta una delle più significative manifestazioni culturali degli inizi degli anni ’80.
Sul n° 34-35 di Collettivo R pubblica una traduzione del poeta cileno Hugo Arèvalo ed un articolo Narrativa ed impegno, alcune riflessioni. Sul n° 36 il poemetto Le vibrisse (cinque frammenti).
Su Fragile, anno 1° n°1, pubblica il saggio Dopo Campoformio, poesia in Toscana.
Esce nelle edizioni Mursia Febbre Furore e fiele di Giuseppe Zagarrio, in cui è ampiamente trattata la sua opera poetica.

1984 – Pubblica per le edizioni Vallecchi il volume di canti, memorie e proverbi Lumina che desta grande interesse anche per l’inedita documentazione fotografica del mondo contadino.
Pubblica sul n° 1 di Perimetro, notiziario di arte di rilievo nazionale, il poemetto Linea di fuoco.
Pubblica, firmandolo insieme a Massimo Mori, Ottovolante ’84, campionario di riviste di poesia per le edizioni Vaga di Firenze recensito da Franco Fortini su L’Espresso.
Appare nelle antologie Le ragioni della poesia, Anterem 25, numero monografico; in Poesia italiana de hoy, La narracion del desegaňo, a cura di Pietro Civitareale, Ediciones Olifante, Zaragoza, Espana.
Fonda con Paolo Codazzi il periodico Stazione di Posta di cui diviene direttore.
Fra i collaboratori G. Bonaviri , G. Ledda, I. Cremaschi, M. Maccari, F. Masini, etc.
Sul n° 1 pubblica un’ampia intervista a Gavino Ledda, Gavino secondo Gavino e Un pittore di sogni abitabili: Sirio Midollini.
Sul numero 2 inizia con Franz a Franz (lettera rivolta a Kafka) una serie di elzeviri.
Dà vita al centro Due arti col quale interviene con corsi di animazione alla poesia in scuole fiorentine di ogni ordine e grado pubblicando in quaderni gli esiti dei laboratori.
Esce su Punto d’incontro n° 21-22 il saggio sulla poesia L’universo femminile. Interviene su Verso n° 2 di Macerata (numero monografico) al dibattito Codici della poesia e dello scriba insieme a G. Manacorda, G. Barberi Squarotti, S.Ramat, etc.

1985 – Cura, insieme ad Alberto Frattini, il repertorio in quattro fascicoli La poesia in Toscana, per le edizioni Forum quinta generazione di Forlì, nel contesto di un lavoro che mappa tutte le regioni italiane.
Pubblica per Ottovolante un Campionario di editori di poesia che integra il repertorio dell’anno precedente sulle riviste.
Esce il numero monografico di Stazione di Posta n° 3-4 sulle Riviste a Firenze 1958 1985 curato da Marco Marchi.
Sul n° 37-38 di Collettivo R pubblica un intervento sulla ciberscrittura e suI n° 39-40 (monografico) un panorama dei quaderni editi da Collettivo R.
Sul numero 7-8 di Stazione di Posta escono l’elzeviro Riso amaro a Compiobbi ed il poemetto L’ultima Olimpiade, non raccolto in volume.
Esce per le edizioni Milella Gli anni delle riviste – Le riviste letterarie dal 1945 agli Anni Ottanta di Elisabetta Mondello che inquadra Quartiere, Collettivo R ed altre riviste fondate, dirette o redatte dall’autore.

1986 – Pubblica sul repertorio A cominciare dalla zeta, il nuovo nella poesia, a cura di Carlo Marcello Conti e Lamberto Pignotti, per le edizioni Campanotto di Udine, il poemetto Ironia-oniria, per un possibile viaggio alla velocità della luce; con la nota introduttiva La poesia è sempre un’anticipazione.
Su Stazione di Posta n° 9-10 pubblica la nota Poesia in circuito (corto?) e la prosa Uomini & cani. Sul n° 11-13 la prosa Nomadismo campaniano. Su Collettivo R n° 40-41 il poemetto Clanis.
È incluso nell’antologia Il pensiero, il corpo a cura di Fabio Doplicher ed Umberto Piersanti nei Quaderni di Stilb.

1987 – Pubblica il libro di poesia in dialetto Le scapitorne per le edizioni Esuvia di Stazione di Posta.
Interviene nell’Inchiesta sulla poesia italiana in prospettiva Duemila sul n° 1-2, monografico, di Riscontri curato da Alberto Frattini e Mario Gabriele Giordano, insieme a Margherita Guidacci, Raffaele Nigro,Umberto Piersanti, Lamberto Pignotti.
Su Stazione di Posta n° 14-16 appare una prosa E questa siepe… .
Sul n° 17-18 uno studio sul pittore Guerino Levita e sul n° 19-20 due prose: Oltre il capo di Buona Speranza e La rocca & la nube.
È tradotto in Grecia sulla rivista Thessalik.
Giuliano Manacorda nella storia letteraria Letteratura italiana d’Oggi (1965-1985) per gli Editori Riuniti tratta ampiamente della sua opera culturale e poetica.

1988 – Silvia Asoli, dell’Università la Sapienza di Roma, redige una tesi di laurea con Giuliano Manacorda sulla poesia dell’autore e di Mariella Bettarini e sulle loro riviste, Collettivo R e Salvo imprevisti.
È incaricato della conduzione di un corso di composizione poetica per l’Università del Tempo Disponibile. L’incarico sarà confermato anche negli anni novanta.
Pubblica, sul n° 21- 25 di Stazione di Posta il saggio Mito e sradicamento nella poesia meridionale del Novecento.
Pubblica, su Collettivo R n° 44-46, il saggio Premesse ai Fuochi del Basento di Raffaele Nigro.

1989 – Pubblica, sul n° 1 di Pietraserena, una serie di testi di poesia che concludono il ciclo memoriale de Le scapitorne.
Pubblica, sul n° 26 -28 di Stazione di Posta il saggio: Il fanciullino, incontro con la poesia del primo Novecento.
Pubblica, sul n° 29-31 di Stazione di Posta, il saggio II bisogno di poesia. Pubblica, su Collettivo R n° 47-49, tre poesie dal titolo generale Sull’antico muro ignudo.
Pubblica, sul n° 50-51 di Collettivo R, il saggio Nel nome di Pavese.
Appare sulla Letteratura italiana del Novecento dell’editore Marzorati l’ampio profilo critico di Giuseppe Zagarrìo.
Partecipa con letture alla megamanifestazione per piazza Tien a men (Pechino), a Firenze in Piazza SS. Annunziata.

1990 – Pubblica per le edizioni Librìa il libro di poesia Aria di confine.
Esce Il bello della cosa, Firenze, Scuola Calamandrei, che documenta un anno di laboratorio di poesia condotto insieme a Filippo Nibbi.
Esce su Collettivo R n° 52-53 un omaggio all’amico Giancarlo Viviani prematuramente scomparso dal titolo Una musica antica nel nostro rifiuto.
Esce sul n° 54 di Collettivo R, Arte, cultura e società: appunti per Sirio Midollini.
Esce su Stazione di Posta n° 36-37 Mito e fonè nella poesia di Leonardo Sinisgalli.
Appare nell’antologia Amor che nella mente mi ragiona, l’amore cantato dai poeti di tutti i tempi, a cura di Antonella Cini, Ecig, Genova.

1991 – Vince il premio Camaiore ex aequo con Maria Luisa Spaziani col libro Aria di confine.
Interviene, a Tursi di Matera, ad un incontro sulla poesia e l’editoria nel sud.
Su Stazione di Posta n° 38-41 pubblica due elzeviri (Viaggio postumo di Orazio, In morte di Glauco).
Su Collettivo R n° 55 e 56-57 un testo di poesia (Natale palestinese) ed una testimonianza per Giuseppe Zagarrio (Per i settanta anni di Giuseppe Zagarrio).
Presenta, in una cornice popolare, a Carmignano, Cronache epafaniche di Francesco Guccini.

1992 – Vince il premio Città di Bari – Marina di Palese. Fonda Novecento – Libera cattedra di poesia, un laboratorio di scrittura che opera all’interno della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e che ha un comitato promotore composto, fra gli altri, da Pio Baldelli, Mariella Bettarini, Giancarlo Quiriconi e Giuseppe Baldassarre.
Riviste letterarie redatte o dirette dall’autore (Quartiere e Collettivo R) sono incluse nel Dizionario della Letteratura italiana del Novecento diretto da Alberto Asor Rosa.

1993 – Esce, nelle edizioni Bastogi, Quartiere e dintorni di Giuseppe Zagarrio che tratta ampiamente dell’autore.
Pubblica un saggio su Margherita Guidacci nel volume Etica cristiana e scrittori del Novecento a cura di Florinda M. Iannace, Filibrary 5, Forum Italicum, New York.
Cura e introduce con un saggio il libro-catalogo Midollini, Taccuino degli anni ‘50, Firenze, Meli Gioielli per l’arte.
Pubblica su Verso n° 7-8 Il duro filamento, una traduzione da Pierre de Ronsard.
Pubblica, su In/oltre n° 12 Evviva Pancho Villa, una traduzione di sei corridos messicani curata insieme ad Ubaldo Bardi.
Cura l’antologia di Paesia, (Circolo culturale Semmelweis. Figline Valdarno), che contiene materiali creativi di un paese.

1994 – Cura l’antologia Poeti di Novecento (che documento parte del lavoro creativo di Novecento – Libera cattedra di poesia, associazione di cui è presidente. Cura l’antologia Poesia e religione – Cooperativa sociale C.R.T. Pistoia -nell’ambito del seminario Creatività poetica e religiosità da lui organizzato.
Cura, per Giuseppe Zagarrio, il numero monografico di Pietraserena n° 20 con contributi di studiosi ed amici del poeta siciliano-fiorentino.
Pubblica, su Pietraserana n° 21-22, una serie di epigrammi anagrammatici a titolo Minimalìa dell’uni/Verso bifronte.
Pubblica su Stazione di Posta n° 55-57 una testimonianza per Giorgio Fontanelli.
Esce a Tursi di Matera (tip. Ottomano), Amicizia & Cultura, un volume di atti che contiene interventi e poesie (già edite in Aria di confine) dell’autore. Dà vita, per le edizioni Polistampa, alla collana di poesia Sagittaria.

1995 – Esce un suo studio storico su Movimento operaio e discriminazione in fabbrica (Firenze 1943-1960), per le edizioni Polistampa.
Su Images Art & Life n° 32 nella rubrica Poeti & Poesia esce un’intervista sulla sua poesia con una serie di acrostici destinati agli amici.
Esce Quel cormorano di Giuseppe Zagarrio, una raccolta di saggi che completa Quartiere e dintorni e che tratta dell’autore.
Esce l’antologia Haiku in Italia che contiene una serie di haiku dell’autore insieme ad altri dei maggiori poeti italiani per le edizioni Empirìa di Roma, a cura di Giuliano Manacorda.
È incluso nell’antologia A mio padre, le più belle poesie dai poeti italiani, a cura di Luciano Luisi per le edizioni Newton Compton.
Dà vita alla collana Sagittaria (Polistampa).

1996 – Pubblica Il prato azzurro per le edizioni Polistampa, il suo quarto libro sulle tradizioni popolari toscane.
Fonda, insieme a Alessandro Bencistà, Alessandro Fornari ed altri, il periodico di tradizioni popolari Toscana Folk, per le edizioni Polistampa.
Esce per le edizioni Longo Lungostrada di Gino Gerola. Un volume di saggi che tratta ampiamente dell’opera dell’autore.
È trattato in Le regioni della poesia a cura di Roberto Didier Marcos y Marcos.
Gli viene assegnato il premio Vittoria Sostegni, a Folgaria, per il libro sulle fabbriche.

1997 – Esce sul Ponte n° 8-9 Le mani di Farulli.
Esce Il circuito della poesia di Massimo Mori (edizioni Manni) in cui è ampiamente illustrato il suo contributo a Ottovolante di cui è stato co-fondatore.

1998 – Esce Cuore costante, antologia di poeti fiorentini aperta anche a ospiti di altre regioni.
Cura Il prato azzurro (Catalogo edito dalla Polistampa) che contiene un suo saggio.
Presenta Nascita di un presepio (edizioni Fatatrac), esperienza didattica del comprensorio di Montespertoli a cui ha partecipato.

1999 – Cura l’antologia Carteggio che presenta testi brevi di poeti fiorentini emergenti.
Esce l’antologia Fiorentinacci che presenta i poeti in dialetto del Novecento che contiene testi dell’autore.
Interviene a un convegno su Giuseppe Panella all’Università di Bergamo. Il saggio viene pubblicato su Serial killer: i linguaggi, l’amore, edizioni Grafital.
Presenta il catalogo di Midollini Un maestro della grafica, per il Comune di Barberino di Mugello.

2000 – Esce il volume antologico della sua poesia La neve di maggio per le edizioni Polistampa.
Gli viene assegnato il Premio Fiore di Roccia alla carriera.

2001 – Gli viene assegnato il Premio Marisa Priori per il volume La neve di maggio.
Suoi testi sono tradotti in Romania sul periodico Lamura.
È presente in Ritratti in città di Stefano Lanuzza, Alfredo Guida editore e in Dante e gli altri, romanzo della letteratura italiana Stampa alternativa, sempre di Stefano Lanuzza.
Esce La presenza globale di Vittorio Vettori in Il giubileo letterario di Vittorio Vettori a cura di Ruth Cardenas (Giubbe Rosse) con un saggio dell’autore.
Su I limoni, Giuliano Manacorda lo inserisce nel panorama Non due ma cinquanta anni di poesia.
È tradotto in Romania sulla rivista Lamura.

2002 – Riceve il premio Adelfia per l’opera La neve di maggio.
È incluso nell’antologia Poesia a Lucca curata da Dante Maffia.
Esce il suo saggio Angelo Australi le telluriche onde della terra in Onde di terra Percorsi nel paesaggio letterario della Toscana.
Pier Luigi Ferro in Attestature Letteratura italiana fra Novecento e nuovo millennio (Il Ponte editore) scrive sul lavoro antologico dell’autore.

2003 – Un suo poemetto è pubblicato su la rivista Vernice.
È incluso nell’antologia Itinerari poetici curata da Lucio Zaniboni.
È incluso nel volume storico L’altro Novecento di Vittoriano Esposito.
Suoi testi sono pubblicati in Croazia su Hrvatsko Slovo e in Romania sulla rivista Lamura.

2004 – Cura il catalogo delle opere del pittore Roberto Greco.

2005 – Esce l’antologia Pianeta poesia (1992-2004) a cura del Comune di Firenze che contiene materiali del ciclo d’incontri di Novecento Poesia.
Esce la raccolta completa dei suoi scritti critici La città scritta – La cultura della poesia del secondo Novecento a Firenze – Da Quartiere alle Giubbe Rosse, Edifir, Firenze.
È incluso nell’antologia storica Tre generazioni di poeti italiani, edizioni Caramanica, curata da Francesco De Nicola e Giuliano Manacorda.
È tradotto in Romania sulla rivista Lamura.

2006 – Deposita i materiali, frutto della sua attività culturale di base, nell’Archivio del movimento di Quartiere di Firenze (sotto la voce Archivio Manescalchi)
Esce il volume Le radici della partecipazione, Firenze e il suo territorio, nei quaderni di Portofranco della Regione toscana che documenta la storia del Movimento e l’Archivio storico.

2007 – Lia Bronzi lo include nella Letteratura italiana dal secondo Novecento a oggi, Bastogi editore, Foggia.
Escono sue poesie giocose su Toscana Folk n°12.
Presenta in catalogo la mostra, Mostra Ottone Rosai 1957-2007
Cura Poesia toscana del ‘900 (Cartella d’arte, La Bezuga).
Dà vita, per la Polistampa, alla collana letteraria Còrymbos.
Riceve il premio alla carriera come critico letterario

2008 – Con la chiusura della gestione Smalzi si conclude la lunga collaborazione col caffè letterario le Giubbe Rosse.
Pubblica sulla rivista Il Portolano l’articolo I Nuovissimi – Poesia a Firenze dopo il Novecento.
Introduzione ai volumi di poesia di Ivo Guasti e Rosalba de Filippis.
Introduce in Regione il catalogo della mostra in omaggio alla rivista Testimonianze.

2009 – Esce Atti di Pianeta Poesia n° 2, Polistampa, Firenze.
Sue poesie sono pubblicate nell’antologia Poeti di periferie, edizioni Cofine, Roma.
Pubblica l’antologia Poesia del Novecento in Toscana, edito da Novecento Poesia e Patrocinato dalla biblioteca Marucelliana di Firenze.

2010 – Esce Vernice n° 43 dedicato all’autore, Torino
Cura una serie di incontri di Pianeta Poesia.
Esce L’altro canone antologia dei poeti italiani del secoindo novecento, a cura di Gualtiero De Santia Ricchi, Rivista di studi italiani, Perugia.

2011 – Esce Selva domestica, per le edizioni Polistampa (opera omnia di poesia, secondo volume).
È incluso nell’antologia Cento voci verso il cielo a cura di Enrico Nistri e Lilly Brogi, La pergola arte, Firenze.
È incluso – per la sua poesia in dialetto – nell’antologia Poeti delle altre lingue, a cura di Pietro Civitareale, edizioni Cofine, Roma.
È incluso nell’antologia Frammenti imprevisti, a cura di Antonio Spagnuolo, Kairos, Napoli.

2012 – Collabora al quotdiano Il Corriere di Firenze con la rubrica settimanale di letteratura Spiriti di Materia.
Dà vita a un nuovo ciclo d’incontri di Pianeta Poesia.
Esce il terzo volume degli Atti di Pianeta Poesia, edito da Novecento Poesia.
Inizia a collaborare con la rivista online Cultura Commestibie già inserita come inserto letterarion in Il Corriere di Firenze.

2013 – Esce Pinocchio in versi per le edizioni CFR. E’ incluso nell’Archivio storico L’evoluizione delle forme poetiche – la migliore produzione dell’ultimo ventennio (1990-2012) a cura di Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo, Kairos editore, Napoli.
Continua a collaborare al settimanale online Cultura commestibile.
Pubblica su Toscana Folk n° 18 la canzone Campane della Consuma.
Partecipa alla Giornata mondiale della Poesia alla Manifestazione in Piazza Santa Croce M’illumino d’immenso.

2014 – Esce I giorni dell’esodo (per l’edizioni Polistampa di Firenze), una cronaca dal vivo dell’inurbamento dalla campagna negli Anni Cinquanta.
Continua a curare la rubrica settimanale di poesia sulla rivista online Cultura commestibile
Pubblica su Toscana Folk n° 19 Firenze com’era nei sonetti in vernacolo del primo Novecento.
Esce sulla rivista Gradiva n° 45 la sua poesia manoscritta Momenti.
Cura “Tutte le opere” di Alma Borgini, edizioni Polistampa, luglio 2014.

2015 – Esce l’articolo “Franco Manescalchi, Il fascino per la parola si traduce in immagine” di Silvia Ranzi, su Pegaso gennaio/aprile 2015.
Esce a sua cura Poeti in bici (antologia) per le edizioni Polistampa.
Esce su Pegaso settembre-dicembre 2015, un articolo di Eleonora d’Equino sulla presentazione del libro “Poeti in Bici”.
Esce l’articolo “Franco Manescalchi in prosa tra nostalgia e autobiografia” di Evaristo Seghetta Andreoli su Punto d’Incontro n. 1/2, aprile/luglio 2015.
Continua a pubblicare articoli su Cultura Commestibile.
È inserito nel portale internazionale dell’Università di Bologna: “La voce regina”, con dizione dell’autore.

2016 – Esce la recensione di Annalisa Macchia sul libro “I giorni dell’esodo” per Gradiva, n.49 primavera 2016.
Sullo stesso libro esce la recensione di Giuseppe Baldassarre “Dalla campagna fiorentina alla dimora in città. Un libro di Franco Maenscalchi” per Erba d’arno n.141-142.
Pubblica le sue poesie e pitture nell’articolo “Marina Etrusca”, Punto d’incontro, N. 1/2, maggio-agosto 2016.
Pubblica le sue poesie e pitture nell’articolo “Le stagioni della Kore bifronte sulle onde del verso”, Punto d’incontro, N. 3/4 novembre 2016-febbraio 2017.
Pubblica la poesia “Quando venisti a trovarmi in un tempo lontano” su L’area di Broca, n.102-103 luglio 2015-giugno 2016, numero dedicato a Gabriella Maleti.
Continua a pubblicare articoli per Cultura Commestibile.
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2017 – Pubblica su Punto d’incontro, maggio-agosto 2017, “Il vento della calvana”.
Pubblica  nel maggio 2017 il volume antologico di poesie “L’iris azzurra, nella luce segli anni” per Pianeta Poesia.
Pubblica nel maggio 2017 il catalogo d’arte “Interni con figure” per Pianeta Poesia.
Pubblica su Culture Commestibile n°28 “Kiki Franceschi un’artista totale”.
Esce nell’ottobre 2017 il saggio “Riviste di poesie fiorentine del secondo Novecento” per l’edizione Polistampa.
Ha curato una serie di presentazioni di poeti italiani nel ciclio di Pianeta Poesia presso la Casa di Dante. Nasce presso la biblioteca Marucelliana il fondo “Franco Manescalchi” delle sue opere edite e inedite, delle sue corrispondenze, e della sua biblioteca di lavoro.
Esce l’antologia “Donna in poesia” curata con G. Bianchi, L. Brogi e M. Musone.