L’antologia “La neve di maggio” è un’occasione complessiva per conoscere questo variegato poeta fiorentino, dagli anni successivi all’ermetismo e al neorealismo,
allo sperimentalismo degli Anni Settanta e ad ogni altro inutile “ismo” del secondo (o terzo) Novecento; inutile perché Manescalchi ha sempre saputo tenere fede a una propria idea di poesia che trova(va) nell’interieur del poeta (come diceva Artaud) la propria plausibilità e necessità, aldilà, appunto, delle spinte poetiche esterne.
Ne esce fuori un’esperienza letteraria e umana fra le più ricche e significative dell’ultimo quarantennio, all’interno di un “ben difeso àmbito della propria autonomia da ogni forma di condizionamento. (Giuseppe Panella)

Ritratto d’autore: Franco Manescalchi (Monografia)

 

Luigi Fontanella
Da Gradiva, number 20/21, Fall 2001/Spring 2002